Luigi Del Castello e il suo fortissimo team di
topolini (2009)
Costanza Quarra,Chiara Carolli e Martina Sposato
(2009)
Dalle vette valdostane un sorriso al fotografo prima di affrontare
le bellissime piste di Champoluc-Gressoney,Luca Sbordone e
Carla Perrone Capano, due master Doc dello 0,40
Sci Alpinismo, una novità 0.40 per il 2012
Al via la stagione dello sci alpinismo, una
disciplina che rievoca le imprese degli skiatori del famoso treno
delle 0.40.
Il programma curato dal nostro Massimo Pierro
prevede quattro passeggiate di livello diverso. 1- Roccaraso, la
salita di Monte Zurrone con discesa al Campetto degli alpini 2 -
dalle Toppe del Tesoro (Aremogna) a Monte Greco e discesa al Vallone
delle Gravare. 3- Toppe del Tesoro-Monte Greco-Passo Godi-Scanno ,
4-Valle Gentile-Monte Genzana-Introdacqua.
Ecco la copertina dell'ultimo numero della Buona
Neve, il prezioso semestrale di sci e dintorni firmato da Rolly
Marchi, giornalista, scrittore, menestrello con "lettera 22" delle
più belle imprese degli sport invernali. La foto di questo numero è
un doveroso omaggio ai suoi 90 anni compiuti a maggio 2011. Rolly
quasi in fasce con la mamma. Chi avrà modo di sfogliare questo
numero troverà anche un bellissimo ricordo del suo legame con lo sci
napoletano. La Buona Neve, per quei pochi che non lo sanno ancora è
un gioiello editoriale che ha il pregio di meritarsi una lettura
completa dalla prima all'ultima pagina, pubblicità comprese.
Trofeo Del Castello 2011, sul podio i baby Paolo Scotto
e Alberto Amato
Sifatt, podio bis del...tris 0.40 conquistato da
Chicca Carolli, Eleonora Bruno e Maria Paola Materazzo
Roberta Viti, doppio sci in spalla da vera campionessa,
promettente baby dello 0.40 ( gennaio 2011)
Il saluto dei Topolini dello 0.40 con la nostra Diana
Kuhne (gennaio 2011)
Roccaraso, Aremogna-Toppe del Tesoro, gennaio 2011,
il nostro allenatore Andrea Chiariello con alcuni suoi baby. Sullo
sfondo si possono intravedere in lontananza il Monte Faito e il
Monte Solaro (Capri)
Rivisondoli (AQ), Pasqua 2010. Una parte del fortissimo team 0.40
sulle scale di casa Vannini
Dove sciavamo, dove sciamo:
Pizzalto ieri e oggi
di Stefano Buccafusca
Il tempo vola inesorabile e l'album dei ricordi
si arricchisce di storie e protagonisti. Quella, ad esempio di
Pizzalto, è una storia piuttosto recente, o meglio, contemporanea.
Già dagli anni '50 gli sciatori di Roccaraso e Rivisondoli, avevano
la possibilità di usufruire degli impianti di Aremogna e Monte
Pratello. Ma per una nuova generazione di sciatori, quella degli
anni '70 per intenderci, la costruzione della seggiovia di Pizzalto
rappresentò un bel salto avanti. Felice Colecchi, già albergatore di
grandi capacità, decise di investire su quel panettone che sfiora i
2000 metri. La seggiovia a due posti, allora all'avanguardia,
divenne meta di sciatori esigenti. Quelli che amano le piste più
impegnative. L'offerta era allettante: a parte l'azzurra Paradiso,
c'era la Canguro, rossa impegnativa, così come la Cielo Alto, su cui
si disputavano negli anni '80 e '90 diversi slalom, poi le severe
Lago D'Avoli e Gran Pista, da affrontare con tecnica e decisione.
Nel corso di oltre un trentennio, i miglioramenti sono continuati
grazie al lavoro di Felice insieme al figlio Dario. Le piste sono
state ampliate, quasi tutte con innevamento programmato, ma
soprattutto c'è una velocissima seggiovia a 6 posti che in appena 5
minuti porta gli sciatori sulla vetta di Pizzalto. Ormai le code di
sciatori che si formavano alla base dell'impianto, sono solo un
ricordo sbiadito. Il tempo a Pizzalto non si è dunque fermato, ma
anzi continua a correre verso il futuro. Speriamo con tanta tanta
neve, per la gioia di tutti.
"C'era una volta la
neve"
di Stefano Buccafusca
Clima pazzerello, forse troppo, tanto da averci
lasciato storditi ed attoniti dopo l'arrivo inatteso della neve a
Roccaraso nientemeno lo scorso ottobre. Poi all'improvviso il
freddo dal Baltico ci ha fatto accendere ancora di più la speranza,
anzi una quasi-certezza. Abbiamo pensato: sarà anche questo un
inverno carico di neve. Poi all'improvviso ecco lo scirocco,
trainato dalle correnti fredde che ha sommerso di pioggia quelle
piste già belle innevate del centrosud e in particolare quelle di
Roccaraso-Rivisondoli-Pescocostanzo. Quelle piste sono tornate prati
verdi gettando nello sconforto tutti quanti. Gli abitanti
dell'altopiano delle Cinquemiglia, gli addetti ai lavori, gli
appassionati, i semplici turisti. L'inverno vero sembra solo un lontano
ricordo, non ci resta perciò, in attesa che tornino freddo e neve,
che sfogliare l'album dei ricordi della stagione scorsa.