Lo 0.40 nel grande Nord: una settimana molto bianca

/ 13 giugno, 2013 / Commenti disabilitati

 di Massimo Pierro e Carla Perrone Capano 

“Il  fascino rarefatto del profondo nord si esprime al massimo nella luminosa primavera scandinava … merluzzi appesi ad essiccare su telai ….casette di legno sperdute nel nulla …. dalla cima della montagna una moltitudine di isole bianche, scoscese … si scivola verso il mare del fiordo dai colori caraibici …”

                                                                                                                                 M. Brambilla

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Se si mescolano insieme le passioni per la montagna e la neve, le isole e il mare, i viaggi, le attività all’aria aperta, le lunghe giornate di luce, e lo sci-alpinismo, il cocktail perfetto non può che essere quello di trascorrere qualche giorno di primavera con sci e pelli di foca nell’alta Scandinavia.

Spinti da queste comuni passioni, abbiamo deciso (Massimo Pierro e Carla Perrone Capano) di assaggiare questo entusiasmante cocktail durante una settimana di sci-alpinismo trascorsa nella zona di Tromso, la città norvegese situata oltre il circolo polare artico, e capitale della Lapponia. Il viaggio è stato organizzato da Plamen Shopski,  una guida alpina bulgara che vive a Bormio da molti anni, e  che avevamo conosciuto e apprezzato in occasione di una gita di sci-alpinismo in Valtellina.

Già durante il volo che ci ha portato in due ore da Oslo a Tromso, abbiamo cominciato a percepire che stavamo entrando in un altro mondo: la luce aumentava man mano che passava il tempo pur essendo partiti alle 7 di sera, le nuvole si diradavano e il paesaggio sotto di noi era un continuo alternarsi di due soli colori, il bianco della neve e l’ azzurro del mare.

E tutta la settimana è trascorsa mantenendo e oltrepassando le attese, tranne che per la qualità della neve, piuttosto pesante, probabilmente a causa degli unici giorni della stagione al di sopra di 0 gradi. In sintesi: paesaggi e luminosità spettacolari, la continuità senza alcuna interruzione tra neve, fiordi e  isole,  le viste mozzafiato, l’atmosfera di relax che si percepisce nei grandi spazi senza costruzioni, le salite dapprima nel bosco e poi all’aperto con panorami spettacolari sui fiordi, le cene a base di salmone, le casette di legno nelle quali cucinavamo, mangiavamo, e dormivamo, le saune dopo le grandi sudate in salita e l’ebrezza delle discese durante le quali il mare si avvicinava sempre di più. Il tutto condito da un gruppo di persone (eravamo in 11) con le quali si è stabilito subito un grande affiatamento, che ci ha consentito di ridere e divertirci durante tutta la settimana, e di far nascere amicizie che sicuramente continueranno, come succede sempre quando si condividono con lo stesso spirito avventure comuni.

Inutile dire che noi eravamo gli unici a vivere sotto il Garigliano ( Max si è buttato a mare….anzi nel ghiaccio…. per dimostrare che sa anche nuotare), e abbiamo a più riprese sottolineato che siamo fieri di far parte del più bello sci club del Sud: lo 0.40!!!! 

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DIARIO

I giorno: prepariamo lo zaino, controlliamo l’attrezzatura e la funzionalità dell’ARVA, attacchiamo le pelli di foca sotto gli sci, siamo pronti per la salita a Ullstinden (m 1040): incredibile ma vero, non siamo per niente soli, c’è un bel pò di gente che sale con le pelli, complice la bella giornata di sole e il week-end; dopo circa 3 ore di salita, veniamo premiati dalla vista spettacolare sulla baia di Tromso, e da una cima con un  grande ricciolo di neve.    Discesa emozionante, prime curve oltre il circolo polare artico, neve un pò pesante che ci fa sfiorare scontri con i nostri compagni di avventura, non tutti grandi discesisti, anche se tutti veri montanari.

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II giorno: anche oggi bel tempo e temperatura poco sotto lo zero; si sale allo Stormheimfjellet (m. 1200) in circa 4 ore di dolce pendio e fiordi che appaiono e scompaiono; dopo la lunga discesa, imbarchiamo il nostro Ford Transit su un traghetto e ci trasferiamo più a Nord, nella zona delle Alpi di Lingen dove ci sistemiamo in accoglienti lodge dotati di un’attraente sauna.

giorno due 1giorno due 2

 

III giorno: oggi saliamo sul ghiacciaio di Stupbreen (m. 1200), e la nostra guida ci fa portare nello zaino anche corda e ramponi, giusto per rispettare le regole ed appesantirci un pò. La temperatura si è alzata oltre lo zero, e il tempo è  altalenante, in vetta troviamo un pò di nebbia, il mare compare e scompare tra una nuvola e l’altra, poi in discesa sempre sole! 

giorno tre 1giorno tre 2

 

 

 

 

 

 

 

IV giorno: giornata grigia e umida, salita nel bosco con neve pesante e bagnata; oltre il bosco troviamo un forte vento  e a circa 900 m alcuni di noi rinunciano ad arrivare in vetta, e si lanciano in una discesa con viste indimenticabili.   giorno quattro 1

 

 

 

 

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V giorno: prendiamo il traghetto per attraversare il fiordo con gli sci in mano, scesi sulla riva opposta troviamo rastrelliere di merluzzi stesi a seccare, poi  intraprendiamo una spettacolare salita sulla vetta Giilavarri (m 1163). In alto la neve è finalmente polverosa e la discesa offre tanti possibili scie, ognuno di noi cerca di lasciare la sua firma di curve, ma man mano che si scende e la neve si appesantisce pochi riescono a fare una serpentina come si deve. Dopo 5 giorni di intensa convivenza ci si prende in giro senza pudore, e noi infieriamo sui nordici per qualche tuffo nella neve, quando invece ci si tuffa a mare!giorno cinque 1

 

 

 

 

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 VI giorno: di ritorno verso Tromso, affrontiamo l’ultima escursione sulla montagna chiamata cima delle Renne (Fagerfjellet, m. 900), bella neve in alto, poi gessosa e bagnata. E nel pomeriggio chiudiamo in bellezza con la visita al Museo Polare.

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